Punti chiave

  • La progettazione dello skiff Alba è partita dalla definizione degli obiettivi e dei vincoli, con un focus chiaro su sostenibilità e applicazione nautica reale.
  • La scelta dei materiali di rinforzo, come la fibra di lino Saertex affiancata alla fibra vetro e carbonio, ha guidato il processo costruttivo fin dalle prime fasi.
  • La struttura sandwich con 3D core in PET riciclato ha contribuito alla coesione del laminato e all’affidabilità dello scafo nel tempo.
  • Il processo di infusione ha integrato materiali di consumo riciclati, estendendo la sostenibilità anche alle fasi operative di costruzione.
  • La resina epossidica bio-based Huntsman LY 5052 MBC ha completato un percorso coerente che unisce materiali, processo e risultato finale.

Lo skiff Alba nasce come progetto universitario del Revel Sailing Team, sviluppato con l’Università di Genova e il Campus Universitario di La Spezia.

All’interno del programma Mascherpa NEXT, Mascherpa ha affiancato il team nelle scelte sui materiali compositi, con un ruolo chiaro: supportare il processo decisionale senza sostituirsi alla progettazione degli studenti.

Questo articolo racconta come si costruisce uno skiff sostenibile partendo dalle scelte, seguendo l’ordine reale con cui vengono affrontati materiali e processo in fase di costruzione.

Prima dei materiali, definire la sfida

Ogni progetto in composito parte da una domanda semplice, ma decisiva: che tipo di imbarcazione si vuole costruire e con quali vincoli.

Nel caso dello skiff Alba, l’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: realizzare uno skiff che rispondesse a parametri di sostenibilità, senza compromettere la costruzione e l’applicazione pratica in ambito nautico. Questo ha orientato fin da subito il confronto tra Mascherpa, il Revel Sailing Team.

Prima ancora di parlare di resina o di struttura sandwich, è stato necessario individuare materiali compatibili con il processo di infusione, lavorabili in modo efficace e coerenti con l’impostazione sostenibile del progetto.

Quando il rinforzo guida il processo

La prima scelta concreta ha riguardato i materiali di rinforzo.

Per lo skiff Alba, Mascherpa ha proposto l’impiego della fibra di lino Saertex, selezionata per due caratteristiche fondamentali emerse durante il confronto tecnico:

  • drappeggiabilità;
  • bagnabilità.

Questi aspetti sono centrali nelle fasi di stratifica e infusione, perché incidono direttamente sulla qualità del laminato e sulla facilità di lavorazione. La fibra di lino è stata utilizzata per parte dello scafo ed è stata stratificata esattamente come altri rinforzi compositi.

A supporto della fibra di lino, nella stratifica sono state impiegate anche fibra di vetro e fibra di carbonio Saertex, in funzione delle esigenze costruttive definite dal progetto.

Qui il materiale è una risposta pratica a un’esigenza reale di costruzione.

L’importanza della coesione dei materiali, oltre allo spessore

Una volta definita la stratifica, il passaggio successivo ha riguardato la struttura sandwich dello scafo.

Per lo skiff Alba è stato utilizzato il 3D core, un materiale in PET riciclato e riciclabile, scelto per il suo comportamento durante la lavorazione.

Il 3D core presenta caratteristiche che incidono direttamente sulla qualità finale del laminato:

  • capacità di adattarsi alle curvature dello scafo.
  • comportamento favorevole nel flusso della resina durante l’infusione.

La sua lavorazione a esagoni consente di realizzare un sandwich estremamente coeso tra pelle esterna e pelle interna, contribuendo a ridurre il rischio di delaminazioni. In questo caso, il core material non è un semplice elemento strutturale, ma parte attiva dell’affidabilità del sistema composito.

skiff Alba: struttura a sandwich

Il processo di infusione e l’uso di materiali riciclati

Lo skiff Alba è stato realizzato tramite processo di infusione, e questo ha esteso il tema della sostenibilità anche alle fasi operative.

Durante la costruzione sono stati utilizzati materiali di consumo frutto del riciclo, in particolare iniettori derivati dal riciclo del legno e materiali ottenuti dagli scarti dell’uva.

Questi elementi non restano nello scafo, ma fanno parte del processo produttivo e contribuiscono a rendere coerente l’approccio adottato.

In un progetto come lo skiff Alba, la sostenibilità non riguarda solo ciò che si vede, ma anche come si arriva al risultato finale.

skiff Alba: materiali riciclati

Chiudere il cerchio: la resina epossidica

L’ultimo passaggio ha riguardato la scelta della resina epossidica per compositi fondamentale nel processo di infusione.

È stata utilizzata la resina Huntsman LY 5052 MBC, fornita da Mascherpa, caratterizzata dal fatto che gran parte dei suoi ingredienti proviene da biomassa.

Questa scelta ha permesso di attribuire allo skiff Alba la certificazione RedCert², in quanto resina bio, completando un percorso coerente che parte dal rinforzo e arriva fino alla matrice.

skiff Alba: resina epossidica

Dal confronto tecnico al risultato finale

Il lavoro sullo skiff Alba si inserisce pienamente nella filosofia Mascherpa NEXT: affiancare team universitari attraverso il confronto tecnico sui materiali e sui processi, lasciando agli studenti il controllo del progetto.

Il dialogo con il Revel Sailing Team, composto da studenti estremamente preparati, ha reso possibile discutere soluzioni tecniche concrete e accompagnare il team nelle scelte legate ai materiali compositi, dalla stratifica fino all’infusione.

Il percorso dello skiff Alba, che ha portato il progetto anche a essere presentato in contesti come il Salone Nautico di Genova, dimostra come un lavoro strutturato sulle decisioni possa trasformarsi in un’imbarcazione reale, costruita passo dopo passo.

Per maggiori informazioni riguardo la collaborazione tra Mascherpa e il Revel Sailing Team visita la pagina Mascherpa Next dedicata e guarda i nostri video.