Punti chiave sui lubrificanti per forni nell’industria alimentare
- Le alte temperature nei forni alimentari possono causare degrado dei lubrificanti, depositi, colature e usura.
- La scelta del lubrificante dipende dalla temperatura effettiva, dal carico e dalle condizioni di ogni componente.
- Quattro applicazioni mostrano le soluzioni per catene, cuscinetti, ventilatori e circuiti diatermici.
- Le registrazioni NSF H1 e HT1 devono accompagnarsi a prestazioni adeguate e a una corretta gestione della lubrificazione.
- La lubrificazione automatica e una manutenzione programmata aiutano a gestire quantità e frequenza degli interventi.
Nei forni per la produzione di pane, biscotti, wafer e altri prodotti da forno, la manutenzione e la lubrificazione devono affrontare temperature elevate e cicli di lavoro prolungati. Catene, cuscinetti e organi di movimentazione devono continuare a funzionare senza che il lubrificante si degradi rapidamente, formi depositi o coli verso il prodotto in cottura.
Le esigenze manutentive cambiano da un punto all’altro della macchina. Una catena richiede un olio capace di mantenere la lubrificazione alle temperature operative; un cuscinetto ha bisogno di un grasso con caratteristiche adeguate a temperatura, carico e velocità.
Scegliere i lubrificanti per i forni nell’industria alimentare significa quindi partire dal componente e dalle sue condizioni di esercizio, unendo prestazioni tecniche e requisiti di sicurezza alimentare.
Quattro applicazioni mostrano come questo approccio si traduca nella scelta delle soluzioni Mascherpa.
Indice
- Perché la manutenzione e la lubrificazione sono critiche nei forni alimentari
- Come scegliere il lubrificante per ogni punto del forno
- Quattro applicazioni nei forni dell’industria alimentare
- Quando valutare la lubrificazione automatica
- Dalla scelta del prodotto alla manutenzione del forno
- Domande frequenti sui lubrificanti per forni nell’industria alimentare
- Mascherpa a Cibus Tec 2026
Perché la manutenzione e la lubrificazione sono critiche nei forni alimentari
Un lubrificante che si degrada rapidamente può rendere necessarie lubrificazioni frequenti, aumentare il consumo di prodotto e lasciare residui sui componenti. Sulle catene dei forni, la formazione di depositi carboniosi e le emissioni di fumo possono richiedere pulizie ripetute e portare ad un’usura progressiva.
Nei cuscinetti, invece, il problema può manifestarsi attraverso il decadimento del grasso o la perdita di consistenza. Se il lubrificante abbandona il punto di applicazione, la protezione del componente diventa meno affidabile e possono verificarsi colature verso la zona di produzione.
A queste criticità meccaniche si aggiunge la possibilità di contatto accidentale con gli alimenti. La scelta di lubrificanti food-grade deve quindi accompagnarsi a una gestione controllata dei punti di applicazione, delle quantità e degli intervalli di manutenzione.
Come scegliere il lubrificante per ogni punto del forno
La temperatura della camera di cottura, da sola, non basta a individuare il prodotto. Occorre conoscere le condizioni del componente da lubrificare: un supporto esterno, un cuscinetto vicino alla zona calda e una catena che attraversa il forno possono richiedere soluzioni differenti.
La scelta deve considerare:
- la temperatura effettiva di esercizio,
- il carico,
- la velocità,
- la durata dei cicli,
- la possibilità di raggiungere il punto durante la manutenzione.
Anche la tendenza a formare residui e la capacità di mantenere il lubrificante nella zona prevista sono determinanti.
Per questo, un olio per catene e un grasso per cuscinetti non sono soluzioni intercambiabili. Allo stesso modo, il fluido diatermico del circuito di riscaldamento svolge una funzione diversa: trasferisce calore attraverso il circuito.
Sul piano della sicurezza alimentare, la registrazione NSF H1 identifica lubrificanti destinati a impieghi in cui può verificarsi un contatto accidentale con gli alimenti. Per i fluidi di trasferimento termico, il riferimento pertinente è NSF HT1. Queste registrazioni vanno considerate insieme alle prestazioni richieste dall’applicazione e alle corrette condizioni d’impiego.
Quattro applicazioni nei forni dell’industria alimentare
Dalla movimentazione delle catene al trasferimento del calore, ogni applicazione presenta criticità specifiche. I quattro casi seguenti mostrano come la scelta di oli, grassi e fluidi diatermici risponda a problemi differenti, mantenendo il focus sulle condizioni operative del forno.
Lubrificazione delle catene del forno di cottura con Tecnite OCL H1
Sulle catene che lavorano ad alta temperatura, mantenere una lubrificazione efficace senza accumulare residui è una delle esigenze principali. Quando l’olio si degrada rapidamente, aumentano le necessità di pulizia e può diventare più difficile controllare il consumo.
In un’applicazione presso un produttore di prodotti da forno, sulle catene del forno di cottura si formavano depositi carboniosi ed emissioni di fumi. Il consumo di olio era elevato, le pulizie frequenti e le catene mostravano un progressivo allungamento.
È stato adottato Tecnite OCL H1, olio per catene ad alta temperatura a base di esteri di poliolo, registrato NSF H1. La formulazione presenta bassa evaporazione e, per l’applicazione descritta, una resistenza alle alte temperature indicata oltre i 260 °C.
Dopo l’introduzione del prodotto, si sono ridotti depositi e fumi, è diminuito il consumo di olio e si è allungata la vita utile delle catene.
Il caso evidenzia quanto contino, nella scelta di un olio per catene del forno, il comportamento alle alte temperature e la tendenza a lasciare residui. Il riferimento termico va comunque sempre verificato rispetto alle condizioni effettive del punto di lubrificazione.
Lubrificazione dei cuscinetti nei forni tunnel con grassi Krytox™
Nei forni tunnel e nei forni per wafer, l’esposizione prolungata al calore può rendere insufficiente la durata di alcuni grassi convenzionali. Il problema riguarda sia la protezione del cuscinetto sia la frequenza degli interventi necessari per mantenerlo lubrificato.
Un produttore di prodotti da forno e wafer riscontrava il rapido decadimento dei grassi utilizzati sui cuscinetti, con carbonizzazione e sostituzioni frequenti durante i cicli continui.
La soluzione adottata è stata Krytox™ Corrugator 226 FG, grasso food-grade a base di perfluoropolietere, o PFPE, caratterizzato da inerzia chimica e resistenza alla carbonizzazione nelle condizioni previste d’impiego.
Nell’applicazione descritta, i cuscinetti hanno mantenuto la lubrificazione più a lungo, consentendo di estendere gli intervalli di intervento.
I lubrificanti fluorurati PFPE rappresentano quindi una tecnologia da valutare nei punti termicamente critici in cui i grassi convenzionali si degradano rapidamente. La selezione deve sempre riferirsi alle condizioni del cuscinetto e alle specifiche del prodotto.
Lubrificazione di rulli e ventilatori con grassi MOLYKOTE®
Rulli del nastro, carrelli e ventilatori possono presentare esigenze differenti anche all’interno dello stesso forno. Utilizzare lo stesso grasso su tutti i punti senza verificarne le condizioni può compromettere la stabilità della lubrificazione.
In un impianto di panificazione industriale, il grasso impiegato sui cuscinetti perdeva consistenza durante il funzionamento, fino a colare sui prodotti in cottura.
Sono stati adottati MOLYKOTE® G-1502 FM Synthetic Bearing & Gear Grease sui punti compatibili con le sue condizioni d’impiego e MOLYKOTE® HP-300 nei punti sottoposti a temperature più elevate, entrambi registrati NSF H1.
La distinzione tra i due prodotti è sostanziale. MOLYKOTE® G-1502 FM ha un limite superiore di esercizio di +150 °C e deve essere scelto in base alla temperatura effettiva del cuscinetto.
MOLYKOTE® HP-300, a base PFPE con addensante PTFE, offre elevata stabilità termica e bassa pressione di vapore dell’olio base per i punti sottoposti a temperature più elevate.
L’impiego dei due grassi su punti differenti ha permesso di mantenere stabile la lubrificazione, risolvere il problema delle colature e rendere più prevedibili gli interventi di manutenzione.
Per i cuscinetti dei ventilatori, la scelta deve quindi basarsi sulla temperatura del singolo supporto, che può essere diversa da quella della camera di cottura.
Trasferimento del calore nei forni tunnel con fluidi PURITY™ FG
Nei forni tunnel dotati di riscaldamento mediante fluido diatermico, la continuità del processo dipende anche dalle condizioni del circuito di trasferimento del calore.
Un produttore di biscotti riscontrava il rapido degrado del fluido, con depositi carboniosi negli scambiatori, perdita di efficienza termica e sostituzioni ravvicinate.
È stato adottato PURITY™ FG Heat Transfer Fluid, fluido diatermico food-grade registrato NSF HT1, con elevata stabilità termica e ossidativa.
Nell’applicazione in questione, il circuito ha mantenuto l’efficienza di scambio più a lungo e si sono ridotte le fermate necessarie per il lavaggio degli scambiatori.
La registrazione HT1 è pertinente ai fluidi di trasferimento termico impiegati dove è possibile un contatto accidentale con gli alimenti. Non rende però trascurabile un’eventuale perdita e non garantisce automaticamente la conformità del prodotto coinvolto, che deve essere gestito secondo le procedure di sicurezza alimentare dello stabilimento.
Quando valutare la lubrificazione automatica
Quando i punti del forno sono difficili da raggiungere o richiedono interventi frequenti, può essere utile valutare una lubrificazione automatica.
I sistemi MEMOLUB consentono di programmare quantità e frequenza di erogazione. L’opportunità di impiegarli va però verificata insieme al lubrificante, considerando:
- condizioni operative,
- distanza dal punto,
- pressione,
- frequenza richiesta.
Nel caso di un forno, l’automazione richiede quindi una verifica applicativa specifica. La presenza di un grasso food-grade o ad alta temperatura non ne dimostra, da sola, la compatibilità con qualsiasi sistema di distribuzione.
L’obiettivo è rendere più regolare l’apporto di lubrificante nei punti che possono effettivamente beneficiare di un’erogazione programmata.
Dalla scelta del prodotto alla manutenzione del forno
Le quattro applicazioni mostrano perché la selezione debba partire dal problema osservato. Depositi sulle catene, decadimento del grasso, colature e degrado del fluido diatermico coinvolgono tecnologie e modalità d’intervento differenti.
La scelta del prodotto deve tradursi in un programma che definisca: dove applicarlo, in quale quantità e con quale frequenza, verificando nel tempo consumi, residui e condizioni dei componenti.
Per approfondire la gestione dei punti di lubrificazione e le soluzioni Mascherpa per le operazioni di manutenzione negli impianti alimentari visita la nostra sezione dedicata oppure scarica la guida tecnica.
Domande frequenti sui lubrificanti per forni nell’industria alimentare
Quali lubrificanti servono nei forni dell’industria alimentare?
Dipende dai componenti e dalla configurazione del forno. Le catene possono richiedere oli specifici per alte temperature, mentre cuscinetti, rulli e ventilatori richiedono grassi selezionati in base alle condizioni operative. Nei forni con circuito diatermico occorre inoltre un fluido per il trasferimento del calore.
Come scegliere un olio per le catene del forno?
Occorre valutare temperatura effettiva della catena, condizioni di lavoro, evaporazione e tendenza a formare residui. Nel caso descritto, Tecnite OCL H1 è stato adottato per affrontare depositi carboniosi, fumi e consumo elevato di olio.
Un lubrificante NSF H1 è sempre adatto alle alte temperature?
No. La registrazione NSF H1 riguarda l’impiego dove è possibile un contatto accidentale con gli alimenti; non identifica una classe di resistenza al calore. Il limite termico e le prestazioni devono essere verificati per ogni prodotto.
Perché si formano depositi sulle catene dei forni?
I depositi carboniosi possono derivare dal degrado dell’olio alle temperature di esercizio. Nella scelta del lubrificante occorre quindi valutare la stabilità termica, l’evaporazione e la tendenza a lasciare residui, insieme alle quantità e alle frequenze di applicazione.
Un lubrificante food-grade elimina il rischio di contaminazione?
No. L’idoneità al contatto accidentale non autorizza il contatto intenzionale con gli alimenti e non sostituisce il controllo di perdite, colature e quantità applicate. La sicurezza dipende anche dalla corretta gestione della lubrificazione e dalle procedure dello stabilimento.
Ogni quanto bisogna lubrificare i componenti del forno alimentare?
Non esiste una frequenza valida per tutti i componenti. Gli intervalli dipendono dal lubrificante, dalle condizioni operative e dalle caratteristiche del punto. Devono essere definiti per l’applicazione e verificati nel tempo, osservando consumi, residui e stato dei componenti.
Mascherpa a Cibus Tec 2026
Dal 27 al 30 ottobre 2026, Mascherpa sarà a Cibus Tec, al Padiglione 02, Stand F061.
La fiera sarà l’occasione per confrontarsi con il team tecnico sulle applicazioni nei forni alimentari e più in generale su tutto il mondo della lubrificazione e manutenzione degli impianti alimentari.
Per maggiori informazioni contattaci o richiedi il biglietto e vienici a trovare in fiera.



